PRIGIONIERO COME ME

Mi trovavo in una stretta cuccia, fredda e umida, con un ampio buco rettangolare sul davanti, una panca che poteva cadere da un momento all'altro sulla mia testa. Vicino a me , c'era una baracca dove i miei padroni mettevano degli attrezzi. Vedevo innanzi ai miei occhi una grande casa ed un grande giardino dove i miei padroncini correvano felici. Ogni volta che volevo giocare con loro, una rumorosa corda di ferro me lo impediva e mi tirava indietro.

Aspettavo la mia anziana padrona che mi portasse il cibo e l'acqua. Vedevo il ragazzo più grande fissarmi ed avvicinarsi dicendo: " Golia, appena potrò ti scioglierò ed otterrai la libertà ! " e quando mi era vicino mi accarezzava dolcemente e mi grattava le orecchie. Ecco il mio vero padrone avvicinarsi mormorando: " Ti sciolgo, tranquillo, ti sciolgo ". A quelle parole, saltavo di gioia! Ma il bello era che quando mi scioglieva correvo nel giardino, mi ruzzolavo nell'erba, scavavo un po’ qui e un po’ là, scendevo e salivo la lunga gradinata e passando vicino all'acqua e al cibo non ci facevo nemmeno caso dalla gioia di essere libero!

Simone