Sul monte
Cucco
Il
giorno di ferragosto, sono stato sul monte Cucco insieme a Federico.
Arrivati
sul monte non riuscivamo a trovare il parcheggio ma gira e rigira lo abbiamo
trovato in uno spiazzale vicino ad
un bar. Siamo scesi dalla macchina e abbiamo deciso di fare una passeggiata. Ci
siamo incamminati in un prato tutto in salita e siamo arrivati sulla cima
dove c’erano tantissimi deltaplani.
C’erano dappertutto dei
furgoncini che vendevano piadine e porchetta e ci è venuta un po’
fame.
I
deltaplani erano tutti colorati giallo, verde, blu…
Ogni
deltaplano era coperto da un telo bianco che serviva come protezione per non
farlo rovinare.
Un
signore si è aggrappato al suo deltaplano, ha preso la rincorsa ed è partito
come un razzo. Immediatamente è volato talmente in alto
che era diventato così piccolo che sembrava una farfalla tanto era in su
nel cielo e di colore marrone e arancione.
Gli
altri deltaplani invece sono partiti nel pomeriggio.
Siamo
riscesi dalla stessa collina ed io e Federico ci rotolavamo giù come palle
mentre Giula e Ivana correvano come
pazze.
Siamo
andati alla macchina e abbiamo preso i panini. Ci siamo seduti su un prato sopra
la coperta e abbiamo mangiato.
Dopo
pranzo io e Federico abbiamo portato i nostri genitori a vedere il Saggio Faggio
che avevamo gia visto quando siamo andati a Costacciaro e al buco in mezzo al
bosco che ci aveva mostrato la guida del Cens.
I
nostri genitori ci dicevano sempre :< Siete sicuri che è questa la strada
giusta, non è che ci perdiamo nel bosco> e finché non siamo arrivati non ci
credevano che li avremmo portati nel luogo giusto.
Proseguendo
per lo stesso sentiero siamo arrivati fino alla fontanella dove ci siamo fermati
a bere dell’acqua freschissima e siamo tornati indietro.
Abbiamo
fatto merenda al bar ”Tobia” con la piadina e mentre i nostri genitori
parlavano io e Federico abbiamo giocato a ping-pong e per l’ora di cena siamo
e tornati a casa.
Lungo
la strada del ritorno ho visto delle pale enormi che giravano. Babbo mi ha
spiegato che servono per generare l’elettricità. Il vento le fa girare e
girando forniscono l’energia elettrica.
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GIOVANNI