LA GIUNGLA MAYA
Mi trovai in Turkmenia, in una foresta tropicale. Alzando lo sguardo vidi che non c'era il cielo, ma un mucchio di scritte e la mia stanza. Un po’ scombussolato, avanzai verso le viscere della foresta. Avevo in testa un elmetto di colore beige, una tuta verde scuro, degli scarponi neri, uno zainetto marrone con un Kit di equipaggiamento, una pistola - mitraglietta, una revolver sette colpi ed una sciabola. Stavo camminando lentamente nella foresta, quando ad una tratto sentii un fruscio, era un giaguaro! Estrassi una corda dallo zaino, ci feci un cappio, glielo tirai e lo presi.Gli diedi un pugno così il giaguaro cadde svenuto. Presi un narcotico e glielo somministrai; al suo risveglio era come un gatto. Camminammo per un ore quando il giaguaro si fermò, gli chiesi: " Che c'è bello?". Lui non mi fece nemmeno capire con lo sguardo, che si mise subito a correre trascinandosi dietro anche me ( per via del cappio ). Quando arrivammo vidi una piramide Maya. Era a gradoni con una ripida e lunga scalinata. Tutti e due eravamo meravigliati della sua imponenza. Salendo le scale vi entrammo, un lungo e stretto cunicolo ci attendeva. " Ghipy, sei là dietro?" domandai. " Uarrr!" rispose. Vedevo l'uscita mi ci precipitai con Ghipy che mi seguiva da vicino. Arrivato ad una discesa udii però che c'era qualcosa che non andava, difatti c'era un macigno che rotolava verso di noi, a causa del congegno che avevamo attivato. Mi misi a correre con Ghipy a fianco; ad un tratto Ghipy si strinse verso di me, mi fece salire sopra di lui e mi portò in salvo. Ad un tratto precipitammo in una botola: eravamo finiti nella camera mortuaria! Improvvisamente i sarcofagi delle mummie si spalancarono davanti ai nostri occhi, e ne uscirono dei tizi con delle bende addosso, spade e una specie di corona in testa. " Ahhhhhh!!!!!" gridai.
Montai in groppa a Ghipy e partimmo. " Oh no, un vicolo cieco! " esclamai. Mi girai e corsi verso le mummie seguito a ruota da Ghipy. Ci facemmo un varco e continuammo a correre inseguiti dalle mummie. Ad un tratto entrai in uno dei due svincoli ed intravidi dei rami, delle liane e delle foglie. Presi il mio martello e il mio scalpello, feci una buca, vi scesi e con i rami costruii una gabbia. Infine, con una liana feci una corda la legai al coperchio della gabbia, risalii coprii la buca con delle foglie e la liana la tenni in mano. Quando le mummie sopraggiunsero caddero in trappola lasciando cadere a terra le spade ed io richiusi il coperchio.
Riscesi nella fossa aprii il coperchio, lanciai un cappio e le catturai definitivamente .
Toccai le bende di una mummia e si strapparono. Erano uomini! " Perché avete fatto questo?" domandai. " Perché vogliamo il tesoro Maya tutto per noi!" risposero. " Bene, così vi spedirò in prigione" dichiarai trionfante. Ad un tratto spuntò Ghipy con le macchie nere che luccicavano. Le toccai: erano cristalli!
Con la sciabola in una mano e con la mitraglietta nell'altra, feci seguire Ghipy dalla banda, minacciando di sparare. Quando vidi i cristalli sentii mia madre che mi chiamava e mi ritrovai in camera accasciato sul libro dicendo: " Ghipy sei forte! ". Simo, è un sogno.
Simone