SE FOSSI UN GUFO

Se fossi un gufo vivrei nell'oscurità, circondato da tante ombre scure, nere e cupe come l'inchiostro. In cima alla torre comunale di Arcevia vivrei, circondato dai merli che sembrerebbero per me mura inespugnabili. Ogni notte andrei giù in picchiata dal palazzo in cerca di qualche topo o alcuni uccellini. Con i miei occhi scintillanti e la mia testa che gira a 360 ° potrei vedere e scrutare ogni cosa. Le mie ali piumate di color marrone e bianco, mi farebbero librare su, sempre più in su, in un mondo diverso leggero come una piuma. Se fossi un gufo con le mie zampe guarnite di artigli affilati e il mio becco adunco, mangerei in un sol boccone ogni topolino, grande o piccolo che sia. Ogni tanto farei qualche scherzo ai passanti tipo: andrei giù in picchiata quatto, quatto come un gatto e prenderei il cappello di uno di loro. Ritornerei sulla torre e lo guarderei allarmarsi. Dopo un po’ gli butterei il berretto di sotto facendogli prendere un colpo; che risate! Ma così mai diventerò, mi accontento di quello che sono e che in futuro sarò.

Simone