PER MILLE
BOSCHI…..
Lasciando la strada asfaltata, ci siamo addentrati nel bosco poco fitto.
Il terreno del bosco è secco e friabile, ricco di sassi di tutti i tipi. La vegetazione è ricca di lecci, cipressi, pini secolari, abeti, acacie…mentre nel sottobosco ci sono arbusti di mille varietà!
Nel sottobosco, "farfugliando" con lo sguardo, notai una strana ragnatela a forma di rete con un piccolo abitante: un ragnetto giallo e marrone.
Ogni tanto il sole fa capolino fra le fronde degli alberi e, con i suoi raggi cerca di coccolarci.
L'edera è fitta e cresce dovunque a dismisura. Guardando su per la scarpata, in un riverbero di luce si notano dei buffi fiori con una strana forma a stella un po' chiusi a capsula.
Appena nel sottosuolo, ci sono delle pietre squadrate come fatte dall'uomo solo che le ha posizionate la natura. Scrutando il terreno, si vedono dei bulbi o patate dei ciclamini di ogni dimensione. Osservando attentamente la scarpata superiore noto della bava schiumosa lasciata da insetti: molto probabilmente per deporci le uova.
Sopra alcune foglie a forma di cuore, un ciclamino solitario dai petali fucsia acceso, ci saluta al nostro passaggio con i petali. I sentieri in tutti i boschi di Arcevia sono stati istituiti sotto il Sindaco Arnaldo Giacchini. Le querce, i faggi, i lecci, i pini, gli abeti, si allungano verso il cielo come per fargli delle carezze.
Il passaggio degli uccelli che danzano nel cielo con un giro di valzer e di mazurka , canticchiando, cinguettando , fischiando allegramente ci ricordano che è arrivato il caldo.
Mettendosi scalzi, si sentono i sassi punzecchiarti e solleticarti i piedi. Su una piccola piazzola ( il belvedere di Arcevia ) c'è una piccola ringhiera di ferro che sembra di legno perché e tutta rugginosa e c'è anche un tavolino di legno.
Il promontorio dal quale ci affacciamo è alto, molto alto e sulla cima spira una lieve brezza fresca.
In lontananza si vedono campi di frumento sfumati di marrone, giallo, verde.
Ogni tanto si sente stridere un pavone domestico. Guardando
ancor più in lontananza, si notano colline confuse, sbiadite e più si guarda
all'orizzonte più i colori si mescolano e sbiadiscono.
Vagni Simone