IL PALLONE
Sono il pallone di Giacomo, il mio padroncino.
Sono di cuoio, di color oro, con tante decorazoioni in nero e scritte.
Con Giacomo mi trovo bene ma mi sono stufato di essere preso a calci e a sfondare la rete.
Quindi, ho deciso di avventurarmi nel mondo.
Passeggiando, sento un rumore da dietro un cespuglio, mi incuriosisco e vado a guardare cosa c'è.
Straordinariamente, è il mio compagno-pallone di quando ero in vetrina.
Gli chiedo cosa stia facendo lì, e lui mi dice che è scappato di casa come me stanco di essere preso a calci.
Allora decidiamo di incamminarci insieme per il pianeta Terra.
Però, ad un tratto il mio amico inciampa su un sasso e quando cade, si buca.
Io sacoppio in un pianto.
Il pallone amico, con i suoi ultimi attimi di vita mi dice:<<Torna dal tuo padrone!Pensa, adesso sarà triste!!!Un giorno sono andato sul giardino "Giacomo Leopardi" e ho visto il tuo padrone che diceva"Il mio pallone è il mio miglior amico">>
Ed ecco che il pallone muore.
Io, che sono rimasto vivo, ripenso alle parole del mio compagno e ritorno a casa.
Quando mi intrufolo nella camera dei giochi, penso<<Non mi importa se prendo calci ho sbatto sul muro, l' importante è che il mio padrone sia felice.
La mattina Giacomo mi abbraccia e io sono felivce di essere ritornato nella mia casa in compagnia del mio padrone.
Ho ascoltato le parole del mio amico e penso che aveva straragione.
(GIACOMO MEROLLI, CLASSE IV° SCUOLA ELM. "ANSELMI")