LA STORIA DEL CONTADINO

STRUMENTI UTILIZZATI: LEGNETTI, PIATTINI, SONAGLI, MARACAS, TAMBURO

Gli strumenti suonano quando vengono nominati dal narratore

Parola Stop: CASA(Quando c'è la parola casa non si suona)

C'era una volta un contadino di nome Giuseppe Legnetti che aveva un grande terreno. Il suo campo era così grande che, guardandolo, non si riusciva a vederne la fine!

Una mattina uscì di casa dopo aver riempito le sue tasche dei semini piattini, quelli speciali che fanno crescere il grano alto, forte e così dorato che a mezzogiorno, d'estate, bisogna chiudersi in casa se non si vuole rimanere abbagliati dalla sua luce.

Per tutto il giorno il nostro contadino, Giuseppe Legnetti, sparse i preziosi semini piattini in tutto il suo grande campo.

Alla sera, stanco, rientrò nella sua umile casa dove lo aspettava sua moglie che, per cene, gli aveva preparato delle buonissime polpette.

Ogni giorno che passava, il contadino apriva la finestra per vedere se il suo grano era cresciuto.

Nacquero prima tante piccole piantine verdi; il contadino era preoccupato tanto che una volta, udito un sibilo, pensò:

-Non sarà mica un serpente a sonagli che striscia sopra le mie piantine rovinandole tutte!-

Si affacciò alla finestra della sua casa e si accorse che era solo il vento che accarezzava dolcemente i teneri germogli.

-Che sciocco- disse quella volta tra sè e sè- un serpente a sonagli nel mio campo non s'è mai visto!-

Il tempo passava e il contadino attendeva sempre affacciato alla finestra della sua casa. Un bel giorno...

-Oh, gioia, oh tripudio, il grano è maturo!

Via...Tirò fuori la trebbiatrice e...zicchete, zacchete, zicchete, zacchete iniziò a tagliare tutto il grano.

La sua era una trebbiatrice speciale, modello Maracas turbo diesel, così veloce che in una sola giornata era in grado di completare tutto il lavoro.

Alla sera, stanco ma felice, Giuseppe Legnetti ripose tutto il grano nel granaio e tornò a casa per gustarsi una buona cena e fare, poi, una bella dormita.

Grazie alla sua trebbiatrice speciale, modello Maracas turbo diesel, Giuseppe Legnetti riuscì quindi nel suo intento.

Il giorno seguente caricò tutto il grano sul suo camion e si recò a casa di un mugnaio, un tale di nome Antonio Tamburo, un tipo rude, un po' scontroso, ma molto bravo nel suo lavoro. Il mugnaio abitava in una casa chiamata mulino con davanti delle grosse pale che sono mosse dal vento.

-Mugnaiooo-chiamò forte il contadino.

-Chi è? Che volete?- rispose il mugnaio.

-Ho portato il grano- replicò il contadino.

-Va bene, sali- disse il mugnaio.

I due misero il grano sotto la grande ruota di pietra che, girando, lo schiacciò trasformandolo in farina.

E la farina la portarono al fornaio che ne fece un ottimo pane, delle deliziose brioches, dei fragranti biscotti e poi la pizza, la pasta fresca e tante altre buone cose che Giuseppe Legnetti, il contadino e Antonio Tamburo, il mugnaio, portarono soddisfatti a casa per far così contenti i loro numerosi bambini.

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