LA CASA DI MATTONI

STRUMENTI UTILIZZATI: TAMBURO, TRIANGOLO, PIASTRE SONORE.

Ogni strumento suona quando viene pronunciato il suo nome.

Gli strumenti suonano insieme quando il narratore pronuncia la parola MATTONE

parola stop: CASA (Quando c'è la parola casa non si suona)

C'era una volta, proprio davanti alla mia finestra, una vecchia abitazione, fatta di mattoni.

Erano davvero tanti, di tutte le forme e i colori, e faceva di quella, la più bella casa del paese.

Pensate alcuni erano rotondi come un tamburo; altri avevano la forma del triangolo, altri ancora, che strano, assomigliavano a delle piastre, perché erano così sottili che quando battevi per piantare un chiodo, facevano dei suoni davvero divertenti.

Che bella quella casa. I suoi abitanti, ed erano stati molti nel corso dei secoli, avevano sempre vissuto in armonia e felicità. Mai un pianto, mai un litigio.

Un giorno, forse un brutto giorno, uno dei mattoni disse:-Basta, sono stanco di far parte di questa casa. Voglio andarmene; siete in tanti e nessuno sentirà la mia mancanza e sicuramente i muri non cadranno se manca un solo mattone.

Tutti gli altri sussultarono! Quasi sembrò che la casa fosse stata investita da un terremoto!

-Non puoi- gli dicevano alcuni,- cadremo in mille pezzi-dicevano altri-ma lui non volle sentir ragioni e se ne andò.

Ora,detto tra noi, quanti mattoni può avere una casa? Cento? No, di più.

Mille? Forse, o forse ancora di più.

E allora se ne manca uno su mille non può certo succedere niente.

-Ma siamo come una famiglia-dicevano quelli a forma di triangolo.

-Di più- aggiungevano quelli a forma di tamburo-siamo come un'orchestra.

-Dobbiamo stare tutti uniti-dissero quelli a forma di piastra - perché siamo una casa.

Fatto sta che passarono i giorni e da quel piccolo e all'apparenza insignificante buchetto che era rimasto al posto del mattone che se ne era andato, cominciò ad entrare in casa prima il vento, poi la pioggia, il freddo, la neve. E poi gli insetti, i pipistrelli, i topi.

Come se non bastasse, un giorno un brigante passò di là e vide la pioggia, il freddo e la neve. E poi gli insetti, i pipistrelli, i topi.

Come se non bastasse, un giorno un brigante passò di là e vide quel piccolo buco. Tornò di notte con gli attrezzi, allargò il passaggio, entrò in casa e portò via tutto.

Da allora nessuno abita più in quel luogo. Per colpa di quell'insensato mattone, che pensava di non contare niente all'interno di quel grande gruppo, la bella casa di fronte alla mia finestra è ancora vuota.

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