IL BRUCO
C'era una volta un bruco; era giallo, rosso e nero, ed era sempre molto triste perché non aveva amici.Infatti quando andava in giro per la foresta gli altri insetti lo prendevano in giro; gli dicevano: "Vai via ci fai schifo , sbavi dappertutto, sei viscido ".
Il bruco sempre più triste e sconsolato continuava a camminare per la foresta e sussurrava tra sé: "nessuno mi vuole bene , come sarà mai il mio futuro?".
Come se non bastasse, un giorno, mentre brucava una tenera foglia, comparve all'improvviso un'ape che cominciò a prenderlo in giro .
Gli diceva: " Cosa stai facendo là sotto, io ho le ali e posso volare e così riesco a vedere i fiori di mille colori che tu invece non vedrai mai".
" Io mi accontento della mia vita mi basta trovare delle foglie tenere da mangiare".
L'ape svolazzando continuò a deriderlo, ma ad un tratto non trovò più traccia del bruco: forse era scappato via per le troppe offese.
Invece il bruco piano piano si era tutto ricoperto della sua bava viscida , così tanto che non riusciva nemmeno a muoversi e non capiva cosa stava succedendo.
Si trovava a testa in giù sotto una foglia e aveva una gran voglia di muoversi.
Ad un certo punto sentì "crac"; piano piano, la sua pelle si ruppe e sentì che dalla testa gli uscirono le antenne.
A questo punto si trasformò in una bellissima farfalla, ma lui ancora non lo sapeva; doveva muoversi, così spinse forte forte con le antenne verso la crisalide e riuscì ad uscire fuori.
Indovinate chi c'era fuori ad aspettarlo, a cercarlo? La fastidiosa ape.
Subito gli domandò " Ehi tu laggiù hai mica visto un bruco viscido di colore rosso, giallo e nero?"
" E sì l'ho visto proprio un po’ di tempo fa , peccato che ora non ci sia più , perché sono diventato questa bellissima farfalla che ti sta volando intorno e che presto vedrà molte più cose di te!".
L'ape volò via rossa di rabbia e di invidia.
(SIMONE)