IL RICCIO CITTADINO

In una stradina in fondo a delle scale

un pomeriggio, dopo un temporale,

un riccio ho trovato,

era solo, infreddolito ed affamato.

Lo volevo accarezzare

ma…non sapevo proprio come fare.

Come una palla s’è racchiuso

mettendo dentro anche il muso.

Con la punta delle dita, pian pianino

l’ ho accompagnato nel mio giardino;

per fargli cosa grata

l’ ho messo vicino ad una lumaca,

in un secondo sol se l’è mangiata,

in cerca di altre il riccio se n’è andato

poi nell’aiuola un buco ha scavato.

Forse per lui il giardino mio non era bello,

cercava la mamma o suo fratello.

Quando a sera tardi a casa ritornavo

dietro il cancello lo trovavo,

con delicatezza indietro lo portavo

Un giorno fino al portone grande era arrivato

e giulivo in piazza se n’è andato;

non sa però quanto ha rischiato

visto che per istruzione sua, i colori del semaforo non aveva imparato.

Per andar di là le strisce bianche ha attraversato

e tutto soddisfatto s’è girato

 che il traffico ha fermato.

Lui così minuscolo e piccino

ha provato a fare il riccio cittadino.

Andando alla ricerca di un prato

ha dovuto camminare scalzo nel selciato.

Così girando per piazza tutto il giorno

facendo poi felice ritorno.

                                   (Nonna Velia)

                      

 

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