IL RICCIO CITTADINO
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In una stradina in fondo a delle scale un pomeriggio, dopo un temporale, un riccio ho trovato, era solo, infreddolito ed affamato. Lo volevo accarezzare ma…non sapevo proprio come fare. Come una palla s’è racchiuso mettendo dentro anche il muso. Con la punta delle dita, pian pianino l’ ho accompagnato nel mio giardino; per fargli cosa grata l’ ho messo vicino ad una lumaca, in un secondo sol se l’è mangiata, in cerca di altre il riccio se n’è andato poi nell’aiuola un buco ha scavato. Forse per lui il giardino mio non era bello, cercava la mamma o suo fratello. Quando a sera tardi a casa ritornavo dietro il cancello lo trovavo, con delicatezza indietro lo portavo |
Un giorno fino al portone grande era arrivato e giulivo in piazza se n’è andato; non sa però quanto ha rischiato visto che per istruzione sua, i colori del semaforo non aveva imparato. Per andar di là le strisce bianche ha attraversato e tutto soddisfatto s’è girato che il traffico ha fermato. Lui così minuscolo e piccino ha provato a fare il riccio cittadino. Andando alla ricerca di un prato ha dovuto camminare scalzo nel selciato. Così girando per piazza tutto il giorno facendo poi felice ritorno. (Nonna Velia)
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