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LE NUOVE ESPERIENZE VISSUTE A COSTACCIARO
Il
giorno 16 marzo 2009 con il pulmino siamo andati a Costacciaro,
un paesino dell’Umbria. Arrivati,
ci hanno accolto gentilmente e subito dopo, siamo andati nelle camere per
prepararci e fare i letti. Scesi di qualche gradino, ci siamo fermati in un’aula dove
il gestore Francesco ci ha parlato un po’ dell’argomento dell’anno:
l’energia dove poi ci ha spiegato anche che cosa facevamo in quel giorno. Prima
di partire, ci ha spiegato i significati di due frasi dette
dal grande scienziato Albert Eistein:
“ La natura non gioca a dadi ” che vuol dire che la natura “ parla ” con
il linguaggio matematico e ha delle regole precise non come nel gioco dei dadi. L’altra
frase sempre ai Albert Eistein è: “ L’uomo è parte dell’intelligenza
dell’universo ” cioè vuol dire che i primi esseri viventi ( milioni di anni
fa ), come i dinosauri e altri erano meno intelligenti dell’uomo detto Homo. Siamo usciti e siamo andati al fiume Bosso dove abbiamo percorso in discesa una montagna e dove la guida Luca ci ha spiegato vari tipi di energia: l’energia della terra che è legata alla formazione della montagne e l’energia del sole che è legato in questo caso al fiume Bosso
perché il sole è parte del ciclo
dell’acqua: si parte dalle nuvole ben formate, fanno cadere la pioggia la
quale va a finire nei fiumi in cui l’acqua va a finire nel mare . Grazie
al sole l’acqua evapora e si formano altre e così via. Camminando,
sempre al fiume, ad un certo punto abbiamo visto che l’acqua non scorreva come
gli altri fiumi ma con una forza che non si può immaginare. Grazie
a questa forza potentissima
Ancora
più giù c’era una cascata molto alta e qualche metro prima una cavità a forma di V.
Anche
dove eravamo seduti noi c’era una cavità sempre a forma di V. Abbiamo
scattato un sacco di foto poi siamo andati sul Monte Nerone. Abbiamo
camminato un po’( anzi tanto ) facendo alcune soste. Finalmente
eravamo arrivati alla meta una vecchia grotta chiamata Fondarca che con il
passare degli anni, il “ coperchio ” è crollato. Uno dei più bei particolari della grotta senza il “ coperchio ” e l’arco naturale d’ingresso che è molto molto spettacolare.
Mentre
Francesco e Monia le altre due guide accendevano un fuoco per fare un lavoro più
tardi, con Luca siamo andati in fondo alla grotta dove abbiamo parlato delle
varie funzioni del fuoco. La
guida in seguito ci ha posto una domanda:<< Secondo voi il fuoco è una
macchina si o no?>> Noi
ci abbiamo ragionato e gli abbiamo risposto di sì perché l’uomo doveva fare
tutto con il proprio corpo ma quando è stato scoperto
il fuoco l’uomo non era costretto a fare tutto quello che faceva prima
ma parte del lavoro era compito del fuoco. Sempre
in fondo alla grotta abbiamo visto un muro costruito con delle pietre vecchie ma
non era un muro naturale è stato costruito dall’uomo. Poi
siamo scesi dalla piccola montagnetta e ci siamo messi a cerchio intorno al
fuoco. Sopra
al fuoco c’era un recipiente attaccato ad un bastone tutti e due in metallo in
cui abbiamo messo il piombo a fondere perché il piombo è in grado di fondere
in un fuoco normale. Abbiamo
messo il piombo nel recipiente di metallo, abbiamo aspettato un po’ che il
piombo si sciogliesse e l’abbiamo travasato ormai liquido in stampi di frecce
Successivamente
abbiamo ripreso il cammino e siamo andati in una grotta chiamata Grotta delle
farfalle. Le
guide ci hanno fatto mettere le lucine in testa perché la grotta era tutta buia
e abbassando la testa siamo entrati dentro. Non
c’erano le farfalle ma circa 200-300 pipistrelli.
Poi ci hanno spiegato che le madri stanno tutte insieme mentre
i padri stanno isolati. Siamo
usciti fuori e abbiamo preso il cammino per ritornare ai pulmini per poi
ritornare al CENS. Ritornati
ci siamo fatti le docce e dopo siamo scesi per andare nell’aula da Francesco. Ci
ha parlato delle molecole INORGANICHE di
cui il sale, i minerali… e delle molecole ORGANICHE. Francesco
ci ha spiegato che cos’è l’anno luce e cioè la distanza che la luce (
300000 Km al secondo ) percorre in un anno. Il
capo del CENS Francesco, ci ha detto che oggi 16/03 e domani 17/03 facevamo due
viaggi immaginari: il primo nell’infinitamente grande e l’altro
nell’infinitamente piccolo. Abbiamo
cominciato con il viaggio nell’infinitamente grande. Così
ci ha fatto vedere un video che parlava di cose molto importanti ed interessanti
ad esempio il carburante delle stelle è l’idrogeno. La
stella più grande del sole è di color blu azzurro e molte altre
notizie. Poi ci ha detto le quattro forze: LA FORZA DI GRAVITÁ, LA FORZA NUCLEARE FORTE, LA FORZA NUCLEARE
DEBOLE E LA FORZA ELETTRO MAGNETICA. Il
giorno seguente prima di fare il viaggio nell’infinitamente piccolo, ci ha
spiegato cosa sono i FOTONI e
cioè particelle che si trovano sulla luce del sole. Poi
ci ha detto che la legna è fatta di ATOMI
DI CARBONIO. Nel
percorso del viaggio abbiamo scoperto molte cose ad esempio come è fatto un
atomo di carbonio ed altri aspetti del video. L’atomo
di carbonio è composto da: 6 protoni di cui hanno una carica positiva e 6
neutroni di cui hanno una carica nulla e cioè niente carica. In
totale sono 12 “ palline ” che sono tenute dalla forza nucleare forte. Tutte
le funzioni che compie il nostro corpo sono tenute dalla forza nucleare debole. Subito
dopo, abbiamo parlato della FOTOSINTESI. Francesco
ci ha informati anche sulle formule per esempio CO2= ANIDRIDE CARBONICA, H2O=
ACQUA, O2= OSSIGENO. Poi
ha scritto sulla lavagna queste formule: CO2+H2O
- CO2+FOTONI+H2O → O2+MATERIA ORGANICA. Per
farci capire meglio ha preso un modellino dei vari tipi di molecole e che cosa
rappresentano:
ATOMI
BIANCHI = IDROGENO, ATOMI NERI = CARBONIO, ATOMI ROSSI = OSSIGENO.
Il
modellino non era proprio così ma per fare capire va abbastanza bene. La
nostra esistenza è data soprattutto dal sole che per esempio fa crescere
l’erba, la mucca la mangia, si nutre e produce il latte e produce anche la
carne così noi ci nutriamo e viviamo. Esistono
anche altri esempi oltre a questo. Questo
è il sistema della FOTOSINTESI. Siamo
partiti subito per incominciare una nuova escursione. Siamo
andati al mulino Buccilli l’unico rimasto in Umbria funzionante. Percorrendo
un tratto c’era alla sinistra il fiume artificiale chiamato Bottaccio
Continuando
il percorso abbiamo osservato che man mano andavi avanti i fiumi si avvicinavano
sempre di più. I
fiumi d’un tratto si sono uniti formandone uno unico. Tornando
indietro, arrivati al mulino Buccilli, tre bambini per volta hanno visto Il
meccanismo del mulino e il movimento delle pale. In
seguito abbiamo “ conosciuto ” il fiume Menotre. Abbiamo
visto anche delle cascate magnifiche, spettacolari! Francesco
la guida lungo un percorso ci ha detto il nome di una roccia chiamata TRAVERTINO. Tra
i tanti alberi in lontananza abbiamo visto un tubo verde chiamato CONDOTTA
FORZATA con dentro dell’acqua. Poi
a Rasiglia ci siamo fermati e abbiamo notato che i vecchi edifici come
l’officina era vicina all’acqua. Abbiamo
visto più su la sorgente del paese di Rasiglia. Ritornati
al CENS e fatte le docce siamo ritornati da Francesco. Ci
ha fatto vedere un modellino di una macchina a vapore e come funziona. La
macchina a vapore funziona così: si mette in una cisterna l’acqua e sotto il
carbone ardente. Si
chiudono tutte le valvole ( una con il manometro che serve, per misurare la
pressione ), l’acqua si riscalda e con vari collegamenti la TURBINA
inizia a girare. Se
alla macchina vengono collegati attrezzi ad esempio la sega, lei incomincia a
tagliare. L’ultimo giorno, in aula da Francesco, abbiamo osservato come funziona una macchina idroelettrica.
In seguito, siamo andati alla centrale eolica dove abbiamo visto due grandi pale che giravano.
Le pale erano sorrette da un palo alto 40 m!
Luca
ci ha detto che le pale si spostano a seconda della direzione del vento. L’energia
di una pala è sufficiente a 200 famiglie composte da 4 persone cioè 800
persone in tutto. Siccome
che le pale sono due l’energia è sufficiente per 1600 persone. Prima
di ripartire ci siamo rotolati lungo un pendio. Sembravamo
pazzi!
Era ora di ritornare al CENS; abbiamo mangiato e abbiamo scattato tante foto.
Siamo dovuti ripartire per
ritornare a casa. Ho
avuto la fortuna di andare a Costacciaro tutte i tre anni, ho imparato tante
cose e mi sono divertita contemporaneamente! Federica Orciari
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