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LE EPOCHE PREISTORICHE Ogni alunno leggerà le informazioni e le illustrerà.
Quando è cominciata la Preistoria e quanto è durata? Non si possono indicare date precise. Noi umani facciamo parte di una lunga, lunghissima evoluzione che conta milioni di anni. Quando è avvenuto il passaggio dalle scimmie agli uomini? E dove? Le tracce degli esseri umani più antichi sono stati trovati in Africa. Non erano scimmie come quelle che conosciamo e non discendevano direttamente dalle scimmie; non c'è stato un passaggio dalla scimmia all'uomo. Altrimenti dovremmo credere che siamo tutti scimmie e che ogni scimpanzé si trasformi in un uomo! E' più esatto dire che dieci milioni di anni fa e anche oltre, gli uomini e le scimmie hanno avuto antenati comuni, i primati. Insomma siamo cugini abbastanza stretti degli scimpanzé e dei gorilla, soprattutto dei primi. Ma la Preistoria che è durata milioni di anni è divisa in periodi più brevi? Sì, gli storici distinguono la Preistoria in vari periodi, soprattutto per le epoche recenti che sono più diversificate e meglio conosciute. Per stabilire le differenze, gli studiosi prendono in considerazione i diversi tipi di uomo viventi in un determinato periodo, gli strumenti, le armi che hanno lasciato, le tracce della loro vita e del loro ambiente, rinvenendo reperti nel luogo dei loro insediamenti. Sarebbe troppo lungo entrare nei dettagli, basterà che vi ricordiate che ci sono tre grandi periodi di durata molto diversa: 1- Il primo periodo dei tipi umani più antichi ( milioni di anni). I moltissimi reperti fossili ritrovati in Africa ci mostrano che il continente nero sia stato la culla dell'umanità. E' probabile che un gruppo di primati antichi si sia trovato più o meno isolato (7-8 milioni di anni fa!) e si sia adattato al proprio ambiente particolare, diversamente dagli altri, evolvendo quindi in modo originale. Con il passare del tempo le specie hanno subito diverse mutazioni . Alcune specie sono state favorite rispetto ad altre e quindi sono sopravvissute e si sono riprodotte; altre invece, a causa di mutazioni nocive, si sono estinte. Stiamo parlando di tempi lunghissimi e processi di questo tipo si sono verificati moltissime volte. Tra le varie specie di uomini ricordiamo: i più antichi, gli Australopitechi (Lucy- circa 3, 2 milioni di anni fa). Avevano caratteristiche umane e camminavano su due gambe. L'Homo Habilis ( minimo, 2 milioni di anni fa): aveva un cervello molto meno sviluppato del nostro; gli uomini pesavano circa 54 chili e misuravano 1 metro e 50 di altezza; le donne erano alte in media 1 metro e 20 e pesavano 32 chili. Le mutazioni non favorirono l'Homo Habilis, la cui specie si estinse. L'Homo Erectus (1,7 milioni di anni fa): era più alto dell'Homo Habilis, molto forte, con un cervello più grosso. Si diffuse su tutta la Terra (meno che in America e in Australia). Fu il primo esploratore e conquistatore del mondo. Fu lui a scoprire, a controllare e ad usare il fuoco. L'Homo Erectus popolò tutta l'Europa insieme al suo parente più stretto chiamato Homo Ergaster. Ad esso successe l'Uomo di Neanderthal (almeno 150.000 anni fa). Dei neandertaliani sono state trovate tracce in Europa e in Medio Oriente. Essi scomparvero, più o meno, 30.000 anni fa. A poco a poco, gli Uomini moderni (cioè la nostra specie), subentrano agli uomini di Neanderthal.La scomparsa dei neandertaliani è stata graduale 2-Il secondo periodo, quello dei primi uomini moderni (chiamati anche uomini di Cro-Magnon), detto periodo del Paleolitico superiore. Si tratta di uomini cacciatori-raccoglitori, presenti in Europa a partire da 40.000 anni fa e da molto prima presenti in Africa (almeno 120.000 anni) e nel Medio Oriente (100.000 anni). Sono loro che hanno popolato le Americhe, probabilmente tra 20.000 e 30.000 anni fa, e l'Australia dai 55.000 ai 60.000 anni fa. I Cro-Magnon ci hanno lasciato molte testimonianze della loro arte: pitture rupestri, statuine e strumenti musicali. Nella regione dei Pirenei, a Isturitz, sono stati ritrovati alcuni flauti d'osso, uno dei quali quasi integro, ricavato da un osso di avvoltoio. Nella caverna di Niaux sono state rinvenute incisioni che rappresentano uomini che suonano una specie di flauto o un arco musicale. Gli uomini preistorici comunque suonavano anche molti strumenti a percussione: battevano con pietre, bastoni, ossa... su tamburi ricavati da tronchi svuotati e ricoperti di pelli.
3- Il terzo grande periodo in cui i grandi cacciatori man mano scompaiono e inizia l'epoca dei primi agricoltori e allevatori: è il periodo del Neolitico e delle età dei metalli (a partire da 12.000 anni fa nel Medio Oriente, in anni più vicini in Europa). Paleontologi e archeologi scavano nei luoghi dove c'erano gli insediamenti dei primi uomini, ma come fanno a ricostruire cosa facevano e come vivevano? Effettuando gli scavi, essi lavorano da investigatori, riportando alla luce a poco a poco le pietre, le ossa, gli oggetti che si trovano nello strato di terreno che stanno esaminando. Tutto viene lasciato per un periodo al suo posto, viene fotografato, studiato... si disegnano mappe per ricostruire il tutto, si fanno i dovuti rilievi dello scavo. I resti di ossa ci "diranno" di quali animali si sono nutriti quei lontani uomini. Attraverso gli oggetti conosceremo di quali armi e strumenti si servivano e che ornamenti usavano. L' analisi di laboratorio ci forniscono un'infinità di informazioni. Per esempio, l'analisi dei frammenti carbonizzati rivela il tipo di legno che è stato bruciato. Quella dei campioni di terreno permette di scoprire le tracce di polline che contiene e perciò di conoscere la vegetazione e il clima di allora. Analizzando frammenti di osso o di legno carbonizzato con il metodo del RADIOCARBONIO si può risalire a una data (più o meno fino a 40.000 anni fa). Per i resti più antichi vi sono altri metodi. Dopodiché tutti questi elementi andranno confrontati per dedurre periodo, attività, e modo di vivere di quei gruppi umani. Se gli uomini moderni sono venuti dall'Africa erano neri? Non c'è dubbio. Il colore nero della pelle è il risultato di un adattamento alle condizioni ambientali che richiedono molto tempo. i nostri lontani antenati erano neri, poi, nel corso dei millenni, è avvenuta la depigmentazione : hanno perso il colore scuro a causa delle condizioni climatiche europee, molto meno soleggiate. I primi uomini moderni dell'Europa probabilmente avevano la pelle molto più scura della nostra. In quale ambiente vivevano? Durante la maggior parte della Preistoria, gli uomini hanno vissuto in un mondo in cui erano poco numerosi, un mondo quasi privo di esseri umani e ricchissimo di animali. I nostri antenati non dominavano l'ambiente come facciamo noi oggi, potevano solo tentare di sopravvivere: Quanto alle condizioni del territorio dipendevano strettamente dal clima. Il clima non era uguale a quello di oggi? Il clima ha sempre subito variazioni e il paesaggio si è modificato in funzione dei vari cambiamenti. Gli studi hanno dimostrato che a partire da circa 1,8 milioni di anni fa, la Terra ha conosciuto parecchie fasi glaciali, cioè lunghissimi periodi in cui ha fatto sensibilmente più freddo, da 3 a 5° C in media di meno. L'ultima glaciazione è iniziata 80.000 o 85.000 anni fa e si è conclusa da circa 12.000 anni. Durante l'ultima glaciazione L'Europa era molto diversa da oggi: la calotta glaciale copriva immense distese, dal Polo Nord in giù. I paesi scandinavi erano sepolti sotto centinaia e centinaia di metri di ghiaccio. Anche i Paesi Bassi erano ricoperti e lo strato di ghiaccio arrivava fino a Berlino. Enormi quantità di acqua erano immobilizzate e il livello del mare nei periodi di freddo più intenso si trovava 120 metri al disotto di quello attuale. E il tracciato delle coste era differente. C'erano vulcani attivi e si sono verificate diverse eruzioni. Nelle zone montagnose (nelle Alpi, nei Pirenei....) durante le glaciazioni molte valli erano inaccessibili a causa dello spesso strato di ghiaccio che le ricopriva. Pioveva di meno. Nelle valli o grandi pianure esposte al vento crescevano erbe basse e cespugli, rari boschetti di alberi isolati, pini e betulle soprattutto. Nei luoghi più riparati, dove era meno freddo, sopravvivevano animali e alberi che non sopportavano le temperature rigide e che successivamente, con il riscaldamento climatico, poterono svilupparsi. E gli animali preistorici? Ce n'erano alcuni che oggi non esistono più? In Europa, tra la fase più fredda dell'ultima glaciazione (cioè circa 20.000 anni fa) e il 10.000 a.C., si sono estinti gli enormi mammiferi che popolavano la tundra; tra questi, il mammut, la tigre dai denti a sciabola, il rinoceronte lanuto, il cervo gigante, la pantera, il leone e la iena delle caverne . Non erano felini che venivano dall'Africa, erano animali che si erano adattati al freddo ed erano diversi dai loro "cugini" africani. Il leone delle caverne, per esempio, era più grosso e i maschi non avevano la criniera. Lo sappiamo perché sono informazioni documentate dai dipinti ritrovati all'interno delle grotte; inoltre alcuni scheletri sono stati ritrovati negli scavi. Nelle regioni molto fredde, Siberia e in Alaska per esempio, sono stati rinvenuti mammut e altri animali interi congelati. C'erano i grandi pinguini (raffigurati nella grotta sottomarina nei pressi di Marsiglia, in Francia). L'orso delle caverne era un vero mostro: un maschio in piedi misurava i tre metri di altezza! Questi orsi trascorrevano l'inverno nelle grotte dove si trovano abbastanza spesso le loro ossa, i segni lasciati dalle loro unghie sulle pareti e anche impronte sul terreno. L'orso delle caverne scavava enormi tane, in cui si accovacciava per dormire. L' estinzione di questi animali fu causata dal mutamento del clima e della vegetazione, ma molti esemplari furono anche snidati e uccisi dai cacciatori, dotati di armi e attrezzature più sofisticate. La Terra allora pullulava di animali di ogni genere. Nelle pianure e nelle grandi valli pascolavano mandrie di bisonti, di cavalli, di renne e di uri (cioè mucche e tori selvatici). Nelle regioni rocciose, camosci e stambecchi si arrampicavano sui pendii .Oltre agli animali predatori già nominati, c'erano volpi, lupi, ghiottoni e linci. I fiumi erano pieni di salmoni e di trote enormi. Anche gli uccelli erano numerosissimi: anatre, oche, pernici delle nevi e molti altri ancora. Molti di questi animali non vivono più nei nostri paesi. Alcuni erano in grado di adattarsi a qualsiasi clima, per esempio i bisonti, gli uri, i lupi, le volpi, gli stambecchi, i camosci e sono sopravvissuti alla fine della glaciazione. Invece gli animali dei climi freddi hanno abbandonato le nostre regioni quando la Terra si è riscaldata e si sono spostati verso nord, in cerca di condizioni più favorevoli. Infatti le renne e i buoi muschiati oggi vivono in Norvegia e in Alaska. E' possibile che il mammut sia sopravvissuto in Siberia abbastanza a lungo dopo la fine della glaciazione. L'uro è scomparso nel Seicento annientato dai cacciatori. Il bisonte si è conservato solo nei boschi della Polonia. I grandi pinguini sono stati sterminati fino all'ultimo esemplare verso la metà dell' Ottocento. In compenso cervi e cinghiali, che non erano molto numerosi durante il Paleolitico, si sono moltiplicati quando il clima si è riscaldato, le piogge si sono intensificate e un po' dovunque sono cresciute le grandi foreste. Quando gli uomini iniziarono a coltivare i campi e ad allevare gli animali? Gradualmente, molto lentamente, avvennero le trasformazioni del comportamento degli uomini: da cacciatori - raccoglitori diventarono man mano agricoltori - allevatori. MA NON DAPPERTUTTO E' AVVENUTO QUESTO! LO SAPPIAMO. (Sappiamo che ancora oggi NEL MONDO diverse civiltà non praticano né l'agricoltura, né l'allevamento). Sembra che il cane sia stato il primo animale ad essere addomesticato e che abbia fatto la sua comparsa-evolvendo dal lupo- circa 13.000 - 14.000 anni fa. Dopo furono addomesticati: la pecora, il bue, il maiale. Molto più tardi i polli e gli altri volatili da cortile.
Per quanto riguarda le piante, vennero coltivate soprattutto varietà di orzo e di grano in Medio Oriente e successivamente in Europa. Nell'Estremo Oriente si coltivava il riso; in America il mais, i fagioli.. L'agricoltura, come tante altre cose, sicuramente è stata scoperta per caso: qualcuno deve essersi accorto che, a primavera, dai chicchi di grano selvatico rimasti sul terreno erano nate le spighe. Ci ha riflettuto e poi ha ripetuto sistematicamente l'operazione. Qualcun altro avrà preso con sé i cuccioli di cui aveva ucciso la madre durante la caccia, li ha fatti crescere e così è nato il primo allevamento.... Quanti tentativi saranno stati fatti prima che si riuscisse a creare un vero allevamento! L'agricoltura e gli animali domestici rappresentano un'assicurazione sulla vita: si sa che ci sarà da mangiare l'anno venturo e anche durante la cattiva stagione! Le tecniche erano primitive e rudimentali e così sono rimaste a lungo; l'aratura veniva praticata con un aratro semplice a bastone, ancora in uso in certe parti del mondo. Quando gli uomini impararono a coltivare i campi e ad allevare animali, cambiarono stile di vita: non erano più nomadi (cioè che si spostavano continuamente da un posto all'altro per poter cacciare...) ma diventarono sedentari (cioè sono rimasti nello stesso luogo perché possedevano un campo e bisognava coltivarlo e raccogliere i frutti. Hanno costruito villaggi e riempito i granai. Vivere in un villaggio, vicini gli uni agli altri, significava stare più tranquilli, collaborare nel lavoro e nella difesa. Erano proprietari di greggi e di mandrie. La ricchezza ha trasformato la loro società: da quel momento ci sono stati i ricchi e i poveri, e quindi la gerarchia. Per difendere ciò che possedeva, ogni gruppo doveva essere pronto a difendersi da eventuali attacchi e quindi doveva possedere anche le armi per combattere contro i suoi simili. Fu la fine di un modo di vivere che era durato milioni di anni, quando gli uomini erano solo cacciatori e raccoglitori). DOMESTICAZIONE DI ANIMALI
LA DOMESTICAZIONE DELLE PIANTE
Circa 10.000 anni fa furono coltivate nel vicino Oriente la pianta del grano, dell'orzo, dei piselli (tutte derivavano da specie selvatiche molto buone perché abbondanti, commestibili e di facile crescita).
Nelle tabelle sono indicate le specie di piante e animali più importanti domesticate in varie aree del mondo, con la data di domesticazione. I resti di piante e animali sono stati datati con il metodo del radiocarbonio. In nessun altra zona si sono trovate prove antiche come quelle della Mezzaluna fertile. (Vedi cartina) Ma cos'è "la Mezzaluna Fertile" ? E perché si chiama così? La Mezzaluna Fertile è un vasto territorio del Medio Oriente, a forma di semicerchio, cioè di mezza luna, oggi suddiviso in molte nazioni : Israele, Giordania, Libano, Siria, Turchia, Iraq, Iran. L'ambiente era particolarmente favorevole per l'agricoltura e l'allevamento: pianure solcate da grandi fiumi, altipiani e colline, clima temperato (né troppo freddo, né troppo caldo). Vi erano numerose specie animali e vegetali adatte alla domesticazione: cereali (grano, orzo), legumi (piselli, lenticchie) che crescevano spontaneamente su ampie distese erbose. All'ombra di querce e pistacchi vivevano branchi di animali selvatici: capre, montoni, bovidi, cinghiali, ecc... Quindi in questo territorio, per la prima volta nella loro storia, gli uomini cominciarono a vivere in villaggi, a coltivare i campi, ad allevare gli animali. In questa stessa regione, più tardi, cominciarono a costruire le prime città e inventarono la prima scrittura.
Ma quando ebbe inizio l'agricoltura in Europa? In Europa centrale e occidentale l'agricoltura iniziò tra il 6.000 e il 3.500 a.C. grazie all'arrivo dall'oriente di grano e altro, ma per quanto riguarda il papavero e l'avena, probabilmente furono piante domesticate in loco, cioè non furono importate. Lavoro a cura dell'insegnante. Fonti consultate: "Armi, acciaio e malattie" di Diamond - Ed. Einaudi "La Preistoria spiegata ai miei nipoti" di Jean Clottes - Ed. Archinto |
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