L’ERA NEOLITICA Sulla striscia del tempo che abbiamo costruito precedentemente per collocare ciò che sapevamo sulla storia del mondo, fissiamo la giusta datazione relativa al periodo NEOLITICO: abbiamo ricercato sui testi, ma non tutti indicano la stessa data. Abbiamo deciso di prendere come buona, la datazione riportata nel libro"Un villaggio ai tempi dei primi agricoltori" Catal Huyuk - Ed Jaca Book; ed "Armi, acciaio e malattie" di Diamond Ed Einaudi QUINDI L'ERA NEOLITICA LA FACCIAMO INIZIARE NEL 10.000 a.C. Nel 3.500 a.C. inseriamo il Quadro di Civiltà di Conelle (una località del nostro territorio dove sorgeva un villaggio neolitico) Informazioni tratte dai bambini dalla lettura di alcuni testi : 1 - Preistoria ( Storia illustrata del mondo) di Neil Morris - Ed. Briolibri; 2- Le civiltà (vita quotidiana di gente comune) Ed. Arnoldo Mondadori; 3 - Un villaggio ai tempi dei primi agricoltori : Catal Huyuk - Ed. Jaca Book. Nel 10.000 a.C. l'uomo aveva popolato le zone coltivabili del pianeta: iniziò così l'era NEOLITICA ("Armi, acciaio e malattie " Diamond Ed. Einaudi) Circa 10. 000 anni fa, alla
fine dell’ultima glaciazione, l’uomo cominciò per la prima volta nella storia a
coltivare le piante nei fertili altopiani dei monti Zagros (l'attuale
Siria) nel villaggio di Mureybet,
alcuni uomini cacciatori - raccoglitori svilupparono la prima agricoltura. Vicino al villaggio c'erano distese d'erba dove si raccoglievano semi e frutti. Al posto di raccogliere cereali selvatici, gli uomini cominciarono a piantare i semi in modo più fitto e regolare. I frutti e i semi coltivati erano maggiori di quelli che crescevano in natura; i contadini impararono anche ad immagazzinare il loro raccolto per diversi mesi, in modo che nelle stagioni successive se il raccolto non fosse stato abbondante, non avrebbero avuto problemi. Per la nuova semina i contadini sceglievano i semi migliori in modo che le spighe piantate in futuro, fossero state di qualità migliori e più grosse. Si coltivavano diversi tipi di cereali: grano, orzo e legumi come piselli e lenticchie. I campi venivano coltivati vicino a corsi d'acqua. I contadini, per difendersi dalle inondazioni, costruivano canali, così facendo evitavano il pericolo. Per fare solchi si usavano
bastoni appuntiti; verso il 3000 a.C. venne l’aratro di bronzo per fare solchi
più profondi. L'ALLEVAMENTO Gli uomini cacciavano capre, montoni, gazzelle, cervi, cinghiali, tori e asini selvatici scegliendo sempre gli esemplari più deboli. Loro scoprirono che dagli animali non si poteva trarre solo la carne, ma anche il latte, il pelo, la lana. Inoltre capirono che potevano
utilizzare alcuni animali per trasportare carichi. Perciò impararono ad addomesticarne alcune specie: separavano dalle mandrie un maschio e una femmina e iniziarono così ad allevarli. ABITAZIONE L’uomo imparando a cacciare e a coltivare, capì che era più sicuro costruire accampamenti più resistenti e confortevoli. Il tetto veniva costruito con rami intrecciati e ricoperti di paglia. Gli scavi hanno portato alla luce abitazioni di circa 8.000 anni fa, appartenenti al villaggio di Çatal Huyuk, nel cuore dell'altopiano Anatolico, nella Turchia Orientale. Çatal Huyuk aveva le case a pianta rettangolare, attaccate tra loro; vi si entrava dal tetto attraverso un' apertura protetta da una specie di gabbiotto, ci si arrivava con le scale. Il villaggio di Conelle, invece era costituito da capanne a pianta circolare. LAVORO Gli abitanti del villaggio si dedicavano all'agricoltura e all'allevamento. Le donne lanciavano in aria il grano per ripulirlo dalla pula, poi lo macinavano schiacciando i chicchi tra due pietre; così ottenevano la farina per il pane. Con il latte degli animali ci facevano il formaggio. Filavano e tessevano la lana per fabbricare indumenti, essiccavano, lisciavano, cucivano le pelli per realizzare vestiti e oggetti d'uso comune. Gli uomini del villaggio costruivano cesti fatti di canne e vimini, che crescevano da quelle parti. Costruivano oggetti di argilla per le diverse necessità e li cocevano in forni riscaldati con il fuoco. Buche o case in rovina servivano da immondezzaio: vi si gettavano i rifiuti che poi venivano ricoperti di cenere. ABBIGLIAMENTO Con le pelli degli animali uccisi ci si coprivano. Si coprivano anche con maglie fatte di lana, con indumenti tessuti al telaio. SVAGO Gli abitanti del villaggio, nei momenti di tempo libero, discutevano, parlavano, suonavano, ballavano.
|
|
|