Io,Robinson Crusoe, mi trovo sulla costa di un' isola sconosciuta.

Sono sfinito,una grossa tempesta mi ha scaraventato su quest’ isola sconosciuta.

Guardo nel mare e vedo ancora quella grossa tempesta mentre la mia nave non si vede più e nemmeno i miei compagni.

Prima di tutto procurare un riparo per quando piove, quando c’ è il vento…e qualcosa di comodo per dormire.

Mentre passeggio, vedo una grotta che mi incuriosisce: all’ entrata è molto grande, la roccia è di un color marroncino – giallino e dentro si vede una piccola luce per vedere cosa c’è dentro.

Mi sono fermato di fronte alla grotta, entro e vedo delle armi come fucili più potenti o meno.

Io ne prendo due e ci vado in giro per cacciare qualcosa.

Guardo nel cielo e vedo sette uccelli abbastanza grossi.

Con uno dei miei fucili sparo contro di loro.

Li colpisco in pieno e per la sera i miei cari uccelletti sono cotti.

Per preparare il fuoco cerco dei bastoncini e della selce.

Sfrego la selce tra loro e compare qualche scintilla.

Ad un tratto sfrego tanto forte da far accendere il fuoco.

Vicino al fuoco, trovo dei bastoncini alti tipo a fionda.

Li conficco ai lati del fuoco dove nelle due estremità ne metto un altro molto lungo.

Sul bastone messo alle due estremità, ci infilo due uccelli per volta.

Mentre si cuociono gli ultimi due che sono un po’ più “ cicci ”, vado a cercare due noci di cocco e un piccolo pezzo di canna di bambù cava.

Le trovo. Le porto al rifugio. Intanto che aspetto gli ultimi due uccelli, li mangio voracemente gli altri cinque che prima di partire ho messo sopra le foglie per raffreddarsi.

Finisco di mangiare tutti gli uccelli.

Spacco addosso ad un albero una delle noci di cocco e con la canna di bambù cava ci bevo il succo.

Ormai si fa buio ed è ora di andare a dormire.

Passeggio un po’ trovo più o meno 2.000 piume; le raccolgo e le porto al rifugio.

Prima di entrare, trovo molta pelle di cinghiale morto; porto anche quella al rifugio.

Arrivo al rifugio faccio dei nodi con la pelle messa una sopra l’altra e dentro ci metto un po’ delle piume trovate.

Mi addormento come un ghiro.

In questo modo sono stato nell’isola deserta per 1-2 mesi circa.

Era difficile sopportare questa nuova vita.

Passati un po’ di mesi, vado in riva al mare e vedo una grossa nave di pirati buoni.

Anche loro mi vedono.

Si sveltiscono e arrivano subito da me.

Mi fanno salire con loro.

Gli racconto tutto e come in un batter d’occhio mi ritrovo davanti la mia cara casetta.

Li ringrazio e li saluto con un: <<ARRIVEDERCI!!!!!!!!!!!!!>>.

 

FEDERICA ORCIARI

 

 

Mentre me ne stavo sdraiata sul lettino tranquilla, assorta nella lettura di “Valentina si sposa ” Piemme Junior ad un tratto una tromba d’ aria si scaraventò su di me, cosicché per salvarmi, non mi rimase altro che rifugiarmi tra le mie pagine del mio libro, piombai nel capitolo 14 in cui….( cosa stava accadendo in quel racconto? Ora eri il protagonista. Cosa accadde?.... )

Mentre me ne stavo sdraiata sul lettino, tranquilla, assorta nella lettura di “ Valentina si sposa ”della Piemme Junior,ad un tratto una tromba d’ aria ( una tempesta di sabbia ), si scaraventò su di me, cosicché per salvarmi non mi rimase altro che rifugiarmi tra le pagine del mio libro, piombai nel capitolo 14 in  cui ero diventata la protagonista.

Abbiamo chiesto a Don Felice se ci poteva dare una mano per organizzare lo spettacolo.

 

Lui voleva avere la distribuzione delle parti e ai decori pensava tutto lui.

Subito dopo ho telefonato a zia Elsa per dirle se aveva finito il vestito da sposa che dovevo mettermi il giorno dello spettacolo e lei mi ha detto di sì.

Ho chiamato anche Tazio per dirgli se voleva venire con me e lui mi ha detto che fra mezz’ ora sarebbe arrivato.

Appena arrivato, siamo andati da zia Elsa per ritirare il vestito.

Tazio, vedendo il vestito, è diventato tutto rosso in faccia e non riusciva a muoversi.

 

Ho ringraziato zia Elsa e siamo partiti.

Il giorno prima dello spettacolo Irene ha detto chela notte non avrei dormito nemmeno un’ ora.

Abbiamo spento la luce, Irene ha incominciato a raccontare sottovoce e guardando le stelle ho preso sonno.

Sono uscita dal capitolo per vedere cos’ era successo e la tempesta era finita.

( Federica Orciari )

 

La mia prima Comunione.

Il giorno 8 giugno 2008 io e altri 14 compagni, abbiamo ricevuto la prima comunione.

Appena scesi dalla macchina ed entrati nel portone prima della chiesa, abbiamo preso un giglio ciascuno e il fotografo ha scattato delle foto.

 Quel giorno siamo partiti per entrare in chiesa proprio lì davanti perché il tempo non permetteva bene.

Arrivati davanti all’ altare, due a due che abbiamo posato il giglio che avevamo in mano e ci siamo messi a sedere

Tra tutta questa folla ( di gente ) c’ erano anche la maestra Romina, Giuseppina e Michela.

Quest’ anno noi della comunione siamo stati ben 15 e il nostro Parroco Don Sergio ci ha divisi in: 9 che leggevano la preghiera dei fedeli e 6 che facevano l’ offertorio.

Prima di prendere l’ ostia, abbiamo recitato il Padre Nostro e subito dopo abbiamo preso per la prima volta l’ ostia.

Finita la messa, Massimo il fotografo ha scattato una foto di tutti noi insieme al sacerdote e un’ altra con in più le catechiste e Marina.

Da Don Sergio abbiamo ricevuto un rosario e come tutti gli anni, un ricordo della prima comunione.

Da alcuni parenti, ho ricevuto molti regali come: 3 braccialetti, 3 collane, molti soldi per comprarci un bel pianoforte, 2 paia di orecchini ed infine un Nintendo DS Lite con in più 2 giochi.

Alla fine del pranzo, non ce la facevo più a stare in piedi da quanto avevo mangiato.

Dopo un po’, ha iniziato a piovere non si poteva stare fuori a giocare.

Nonostante ha piovuto, è stata una giornata molto bella!!!

FEDERICA O.

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