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Al castagneto Giovedì, con la
mia classe siamo andati a vedere il castagneto. Appena partiti
abbiamo percorso via delle Mura e superata la porta di
S. Agostino abbiamo intrapreso un tratto del sentiero della Madonna delle
Grazie. Il sentiero era
molto difficoltoso, pieno di foglie, radici e rovi. Abbiamo visto le
impronte di un cinghiale e le foglie sporche di fango dove il cinghiale passando
aveva lasciato dei segni. Era una giornata
autunnale con le folate di vento. Appena arrivati
abbiamo visto alcuni castagni invasi dalle piante parassite come l’edera. È caduta una
foglia dal ramo e indovinate dove si è appoggiata? Nel pungitopo. I ricci erano
pieni di spine appuntite e per raccogliere le castagne bisognava schiacciarle
con il piede. Le castagne
sembravano che giocassero a nascondino nel ricci. Il silenzio è
stato interrotto dal rumore delle macchine e qualche volta dal cinguettio degli
uccelli e il gracchiare delle cornacchie. La terra era
molto umida e bagnata. Il sentiero era
intralciato dall’asparagina , la rosa canina e lo spino nero. Le impronte di
cinghiale si vedevano dall’erba schiacciata dalle zampe. Il castagneto è
cambiato molto rispetto all’anno scorso, perché sono nati molti cespugli e
l’edera è salita sempre più in alto e quindi i castagni si stanno seccando
sempre più. Quest’anno
abbiamo trovato meno castagne degli anni scorsi. Le foglie ci
riparavano e ci facevano da tetto. Al ritorno i rovi
ci avevano bloccato il passaggio e per fortuna ne abbiamo trovato un altro. Mentre
ritornavamo a scuola abbiamo confrontato la rosa canina che avevamo tagliato con
un’altra pianta e abbiamo visto che era della stessa specie. Mi sono divertito
anche quest’anno, soprattutto lungo la discesa e quando raccoglievamo le
castagne. (Pier Niccolò) |
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