LA GIORNATA DI MAMMA QUANDO AVEVA 8 ANNI (NEL 1975)

La mia giornata, quando avevo 8 anni, iniziava di solito alle ore 7,00. A quest'ora mia madre mi svegliava per andare a scuola. Non ero pigra ed immediatamente mi tiravo su dal letto e andavo in bagno a lavarmi il viso. Poi scendevo in cucina dove, nel frattempo mia madre mi aveva preparato la colazione con latte e biscotti.

Come a mio figlio anche a me piaceva guardare la televisione mentre mangiavo. Tornavo in bagno, mi lavavo i denti e poi mi vestivo. Alle 8 passava il pulmino, guidato da Fabio (che lo guida ancora oggi) che mi portava a scuola.

Anche io, come Giovanni, avevo la scuola a tempi pieno. Avevo tre maestre: Rina Bevilacqua con cui facevo le materie letterarie; Paola Pettinari, con cui facevo storia, geografia e lettura del romanzo; Maria Grazia Fraternali con cui facevo disegno e lavori manuali.

La mia classe era composta da 20 bambini: 10 femmine e 10 maschi.

La lezione iniziava alle 8,30 con una preghiera. La mattina avevamo le materie più impegnative e come insegnanti avevamo Bevilacqua e Pettinari.

Alle 12,30 andavamo a pranzo nella stanza dove c'è il teatrino. La mia cuoca di allora era Emanuella. In ogni tavolo sedevano 6 bambini e uno di loro, a turno, faceva il capotavola. Il suo compito consisteva nell'andare a prendere ipiatti in cucina da portare nel suo tavolo e alla fine doveva sparecchiarlo.

Nella mensa c'era sempre una gran confusione, ma bastava che la maestra Bruna Betti alzasse un po' la voce per riportare la calma.

Finivamo di mangiare intorno alle 13,30 e avevamo un'ora a disposizione per la ricreazione. Ora nella quale giocavamo tutti insieme. Al termine della ricreazione  la mia classe veniva divisa in 2 gruppi: un gruppo restava per un' ora con la maestra Paola Pettinari e faceva atività di ricerca su stotia o geografia, mentre l'altro faceva disegno con la maestra Maria Grazia.

L'ora successiva ci alternavamo. Alle 16,30 suonava la campanella ed io riprendevo il pulmino per ritornare a casa. Qui facevo merenda e guardavo un po' di televisione.

Se non avevo da fare i compiti mi mettevo a disegnare oppure a giocare con le bambole a fare la mamma. alle 20 circa, cenavo e dopo aver visto il famoso "Carosello" i miei genitori mi dicevano che era ora di andare a letto. Andavo di sopra, mi lavavo, mi mettevo il pigiama, dicevo le preghiere e poi chiamavo i miei genitori per il bacio della buona notte.

(Ringrazio Giuseppina che attraverso questo "compito" che mi ha dato, mi ha fatto ritornare alla mente episodi della mia infanzia ormai dimenticati).

UN'ALTRA MAMMA SCRIVE 

QUANDO AVEVO  OTTO ANNI, NEL 1963, MI ALZAVO ALLE SETTE DEL MATTINO E MI PREPARAVO PER ANDARE A SCUOLA.

FACEVO CIRCA TRECENTO METRI A PIEDI E POI PRENDEVO IL PULMINO.

LA SCUOLA ERA VECCHIA.

QUALCHE GIORNO MANGIAVO A SCUOLA PERCHE' AVEVO IL DOPOSCUOLA.

AL POMERIGGIO TORNAVO A CASA A PIEDI.

LA SCUOLA ERA LONTANA CIRCA QUATTRO CHILOMETRI E D'INVERNO SE NON MI SBRIGAVO TORNAVO A CASA CHE ERA QUASI NOTTE E AVEVO UN PO' PAURA.

MANGIAVO QUALCHE COSA E MI DOVEVO RIMETTERE A FARE I COMPITI PER IL GIORNO DOPO.

A CENA ERAVAMO IN OTTO PERSONE.

LA CUCINA ERA MOLTO GRANDE E AVEVA UN GRANDE CAMINO.

PERO' LA MIA CASA ERA VECCHIA E A ME NON PIACEVA.

IL BAGNO ERA FUORI E QUANDO DOVEVO ANDARCI MI ACCOMPAGNAVA LA MAMMA.

NON C'ERANO I RISCALDAMENTI E LA CASA ERA FREDDA.

QUANDO MI DOVEVO FARE IL BAGNO LA MAMMA MI LAVAVA NELLA STALLA DENTRO UNA GROSSA BACINELLA CON L'ACQUA CALDA E LA SAPONETTA E A ME PIACEVA MOLTO.

ERA MOLTO CALDO.

DA PICCOLA AVEVO POCHI GIOCATTOLI CHE MI REGALAVANO PER LA BEFANA E IO CERCAVO DI NON ROMPERLI.

QUANDO ERO MALATA, MIO PADRE ANDAVA A PRENDERE LE MEDICINE E MI COMPRAVA I FORMAGGINI PERCHE' A ME PIACEVANO TANTO, MA AVEVAMO POCHI SOLDI E NON SI POTEVA COMPRARLI SEMPRE.

 

 

QUANDO ERO COME TE... (1960)

Quando avevo 8 anni abitavo in campagna a 7/8 chilometri dalla scuola; io e altri bambini ci ritrovavamo e andavamo a piedi in una piccola scuola di campagna.

 Avevo solo un' insegnante di nome Letizia che era molto gentile e brava.

Abitando in campagna, i miei genitori avevano gli animali: mucche, pecore, un cavallo, un asino, capre, maiali, conigli, galline, cani e gatti.

Mi piaceva molto essere a contatto con gli animali, mio padre spesso e volentieri mi mandava al pascolo.

Il cibo era tutto genuino: il latte, il formaggio, i salumi, il pane.

Siamo una famiglia numerosa quindi il pane lo faceva mia mamma ed era molto buono. Al mattino facevamo colazione con il pane appena sfornato condito con olio e origano, con una bella tazza di latte di capra o di mucca.

I nostri giochi erano semplicissimi: si giocava con la terra e i sassi, costruivamo capanne, casette...