CONFRONTIAMO LA PIANTA DELLA CITTA' DEL 1881 CON QUELLA DI OGGI.

 

ARCEVIA OGGI

(Pianta fornitaci dai Vigili Urbani)

Oggi in Arcevia abbiamo i giardini, cioè il Parco G. Leopardi con vicino un ristorante e un albergo. Il Corso principale si chiama "Corso Mazzini". In piazza non c'è più la fontana. Ci sono due banche, la posta, la scuola primaria "Anselmi", la scuola Secondaria di 1° grado "Palazzi", l'IPSIA. C'è la cattedrale di San Medardo, la Chiesa di S. Francesco di piazza, quella di S. Francesco di Paola, quella di S. Agata, di S. Maria con il monastero delle clarisse. Ci sono pochi orti. Le porte lungo la cerchia delle mura sono quattro: S. Agostino, S. Lucia, la Porta del Sasso, la porta del Forno.

 

(Pianta fornitaci dall'Ufficio Tecnico del Comune di Arcevia)

LEGGENDO LA PIANTA DI ARCEVIA NEL 1881, quante cose abbiamo scoperto! Anche i nostri genitori si sono divertiti a scoprirle con noi!

Abbiamo subito notato che non c'era la fontana in piazza Garibaldi (anche oggi si chiama così). Corso Mazzini, invece, nel 1881 si chiamava Corso Vittorio Emanuele: era il nome del re. Ci hanno detto che in quel tempo in Italia c'era il re e non il Presidente della Repubblica. Sui giardini c'erano i ruderi dell'antica fortezza! Questi ruderi sono anche disegnati a fianco della carta. Non sapevamo che in Arcevia ci fosse stata una fortezza! Dove oggi c'è il ristorante "I Cappuccini" in quel tempo c'era la palestra. Alcune nonne ci hanno raccontato che andavano a fare ginnastica lì.

C'era la scuola elementare maschile e quella femminile; la scuola di lavori donneschi, l'Asilo d'Infanzia dove oggi c'è l'IPSIA; la Società di Tiro a segno, l'osservatorio astronomico , il ricovero dei cronici, il circolo di lettura, la Società Filarmonica (la banda), il teatro Misa, la Pretura, Posta, Telegrafo, Cassa di Risparmio, Monte di Pietà, Agenzia delle Imposte, Ufficio del Catasto.

C'era la cattedrale di San Medardo, la Chiesa di S. Francesco di Piazza, quella di S. Francesco di Paola, quella di S. Agata, di S. Sebastiano, di S. Giovanni, di S. Rocco, di S. Lucia.   Le porte erano cinque:  S. Agostino, S. Lucia, S. Caterina,  porta del Sasso,  porta del Forno.

C'erano meno case e, specialmente a Sud-Est, c'erano molti  spazi verdi: gli orti.