Racconto l' esperienza vissuta nei tre giorni a Costacciaro.
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Giovedì
15 marzo siamo partiti dalla
piazza Garibaldi di Arcevia ,
siamo
partiti con il pulmino poi siamo andati a Costacciaro.
Prima
abbiamo posato le valigie,
poi abbiamo preso il pranzo al sacco,
e
poi siamo partiti con il pulmini
del Cens .
Successivamente
siamo partiti a piedi
e siamo andati a
Val
di Ranco
,
dove
abbiamo osservato la vegetazione.
Successivamente
siamo andati al fosso San
Pietro;
da lì si vedevano
il monte
Cucco
e il monte Nerone.
Poi
abbiamo proseguito il sentiero e siamo arrivati a un ruscello.
Luca,
la nostra guida,
ci ha preso il Tricottero,
un animaletto che sta ad indicare che
l’ acqua è buona.
Poi
ha preso lo scorpione d'acqua
che non pizzica e respira con la coda .
Abbiamo
proseguito il sentiero.
A Rio Freddo c’era la "madre dei faggi": una faggeta grandissima con tanti faggi.
Poi
abbiamo ammirato il Grande Saggio: un faggio molto
più grande degli altri;
pensate che
Il
secondo giorno siamo andati
alla sorgente di Scirca
poi siamo andati a
vedere
l’acquedotto di Perugia, di
Costacciaro e di Sigillo.
Poi
siamo andati alla sorgente di Rio
Freddo,
sotto l’eremo e lì
abbiamo visto
all’acquedotto
di Arcevia.
Nel
tubo, di acqua
ne va
giù
trentatrè litri al secondo.
Poi
siamo andati a cercare i fossili e purtroppo ne ho trovato uno soltanto.
Successivamente
siamo andati al museo dove
c’era l’orso
delle caverne!
Poi
la guida ci ha spiegato un po’ come si formano le sorgenti.
Il
terzo giorno siamo andati dentro una
grotta dove c’erano i pipistrelli.
Noi
per fare luce, ci
siamo messi una lampadina sulla fronte e quando Luca ci diceva:
Poi siamo ritornati al CENS, abbiamo fatto pranzo e alle ore 15 siamo ripartiti per Arcevia. Che esperienza entusiasmante!
Lorenzo